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Ancora frammentazione sulla piattaforma Android

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La frammentazione della piattaforma Android è già abbastanza complicata per molti utenti, ma si prevede ancora più confusione ora che Google separerà la versione smartphone da quella Tablet OS. Android Honeycomb 3.0 per tablet è in dirittura d’arrivo, tuttavia non ci sarà un versione Android 3.0 per i smartphone questa primavera quando inizieranno ad uscire i primi tablet  (prima tra tutti il tablet di Motorola – Xoom).

Google prevede di rilasciare una versione intermedia di Android per smartphone e che sarà in grado di eseguire alcune applicazioni specificatamente scritte per i tablet. Lancerà Android 2.4, circa un mese dopo Android 2.3 (Gingerbread) , per cercare di colmare il divario tra le due piattaforme.

Nel complesso Android per tablet non è molto simile al suo fratello per smartphone, a differenza del suo principale concorrente, iOS di Apple, dove l’interfaccia utente è comune su entrambe le piattaforme iPhone e iPad.

Questo è un altro passo nel frammentazione della piattaforma e che Google spera di ridurre con Android 2.4, nome in codice Ice Cream.

Intanto la maggior parte degli utenti smartphone Android sono ancora in attesa di ricevere l’aggiornamento della 2.3 e che secondo i dati di Google è installato su meno dell’uno per cento dei telefonini.

 

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iOS4 vs iOS5

Tabella di confronto e novità in iOS5.

Degne di nota la rotazione delle icone nella schermata principale quando è in posizione orizzontale (landscape), Home screen interattivo e controllo vocale esteso ad altre funzioni dello smartphone ( mail, maps etc.)

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[fonte: AppleRumors]

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Nuovi sensori per il jack delle cuffiette di iPhone

Il Progetto HiJack in fase di studio all’Università del Michigan è in grado di utilizzare il connettore delle cuffiette iPhone per alimentare e trasferire dati da piccole periferiche esterne. Ne esistono già alcuni in commercio, come il lettore di carte di credito della Square, ma questo progetto ne espande l’utilizzo a sensori ancora più sofisticati quali la lettura della pressione sanguigna, concentrazione di zucchero nel sangue, presenza di monossido di carbonio e altri ancora. Al momento il lavora è ancora ad uno stato iniziale ma è già in grado di trasferire dati all’ iPhone tramite questa porta.

 

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L'iPhone è più sicuro di Android

Con uno di quei proclami che causano lo scompiglio tra gli utenti, la nota società di sicurezza Trend Micro Inc. ha espresso la propria preoccupazione per i dispositivi Andorid. Il Sistema Operativo Open patrocinato da Google, infatti, sarebbe maggiormente prono agli attacchi di virus ed hacker rispetto alla piattaforma iOS di Apple.

Nello specifico, le motivazioni evocate dal presidente di Trend Micro Steve Chang riguardano soprattutto l’attenzione ai dettagli e l’apertura del codice:

Android è Open Source, il che significa che un hacker può anche comprenderne l’architettura sottostante e il codice sorgente. Dobbiamo riconoscere ad Apple il merito di prestare grande attenzione a questi aspetti. E’ impossibile che certi virus possano funzionare [sull’iPhone].

Il riferimento è ai virus in grado di scomporsi per evitare di essere riconosciuti dagli antivirus e che poi si riassemblano prima di entrare in funzione: una eventualità possibile su Android ma non su iOS. Nel primo dei due, infatti, le app possono modificare impostazioni e comportamenti dell’intero Sistema Operativo, laddove in iOS è tutto pesantemente trincerato.

La decisione di consentire l’uso del codice Open, e in generale una policy di approvazione delle app meno stringente del corrispettivo Apple, rischierebbero di rendere la vita troppo facile a programmatori senza scrupoli e software malevoli. Se è vero quindi che la chiusura della piattaforma iPhone ha attirato talvolta gli strali di utenti e programmatori, d’altro canto il risultato è un ecosistema intrinsecamente più sicuro.

Ciò che Chang tace, tuttavia, è che dal canto suo Android è infinitamente più personalizzabile e flessibile della controparte Apple; senza contare che il codice aperto garantisce un’estrema velocità nella localizzazione dei problemi di sicurezza e nella loro risoluzione. Google stessa ha sottolineato che in realtà ogni volta che utilizziamo un’app facciamo sostanzialmente un atto di fede nei confronti dello sviluppatore:

Su tutti i dispositivi elettronici, gli utenti devo necessariamente affidare alcune delle loro informazioni agli sviluppatori dell’applicazione che stanno usando.

Resta il fatto che la criticata -e limitante- chiusura di iOS ci abbia preservato egregiamente da malware e incompatibilità, almeno fino ad esso, e che le uniche minacce siano piovute dal mondo del jailbreak. Il fatto poi che Trend Micro commercializzi un antivirus completo per Android, laddove su iOS sia presente con qualche utility gratuita e poco nota come Smart Surfing o ThreatWatch, probabilmente c’entra solo a voler essere maligni.

(Via melablog.)

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