Category: mobile

APPizza! – La prima APP dedicata agli amanti della pizza

Napoli, 19 Settembre 2011 – altotouch la nuova realtà nell’offerta di servizi e soluzioni per la mobile connected life, è orgogliosa di annunciare la disponibilità su Apple Store di APPizza!

 

*** DI ORIGINE CONTROLLATA MADE IN NAPLES ***

La prima APP  dedicata agli amanti della PIZZA !
“Costa meno di un trancio di pizza e permette di scoprire le migliori pizze e pizzerie d’Italia”
Shekkinah Susta – Ristorante Pizzeria Shekkinah
“Finalmente l’App che cercavo ! Ho scoperto alcune pizze che non conoscevo e già ho utilizzato la modalità Pizza Hunter per far vedere le pizze più originali che ho assaggiato ultimamente !”
Gaetano – Pizzaiolo Continue reading

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Display 3D per iPad 3

Secondo le fonti di RCR Wireless, la prossima generazione di iPad potrebbe implementare un display 3D.

A quanto pare, iPad 3 potrebbe rivoluzionare nuovamente la tecnologia cui siamo quotidianamente abituati, e a dirlo è un fonte vicino ad Hollywood e Foxconn:

Il fatto che l’iPad 3 sarà 3D è una certezza matematica, ha affermato un insider di Hollywood vicino alle grosse case di produzione cinematografiche, aggiungendo che lo schermo sarà veramente magico. Ha poi continuato a dire che gli studios stanno diventando pazzi per cercare di rilasciare la maggior quantità di contenuti 3D in tempo per il prossimo lancio di Apple.

Ovviamente, è impossibile stabilire -per il momento- quanto di vero ci sia dietro queste affermazioni, ma una cosa è certa. Di brevetti depositati da Apple che vanno in questa direzione noi di Melablog ne ricordiamo parecchi, come quello del desktop di nuova concezione o quello dedicato per l’appunto ai display stereoscopici, senza contare gli esperimenti come HoloToy, che invece il 3D lo simula sfruttando i sensori dei dispositivi iOS.

Mistero ovviamente sul tipo di tecnologia eventualmente adottata, anche se un vecchio rumor di Macotakara suggeriva la possibilità che il tutto funzionerà senza appositi occhiali, il che è assolutamente nelle corde di Apple. Una mossa del genere, in ogni caso, resta non solo possibile ma persino probabile vista la spinta verso il 3D registrata nell’elettronica consumer, a cominciare dalle tv tridimensionali per finire con le console come Nintendo 3DS. Oltretutto, quale migliore occasione per lanciare un iPad 3D? Con iPad 4 il gioco di parole semplicemente non avrebbe funzionato.

(Via melablog.)

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BlackBerry PlayBook non è l’iPad killer

Niente da fare, per quanto ci si impegnino siamo ancora lontani dall’avere competitor degni di nota, questa è la triste realtà, e il problema -intendiamoci- è di noi consumatori che vediamo ridotta le possibilità di scelta. Dopo il flop delle vendite del Motorola Xoom, ora è il tragico turno di RIM Blackberry Playbook, liquidato dagli analisti e stroncato dalla critica. L’hardware c’è, il vero problema semmai è il software.

Le previsioni, al netto di improbabili ribaltoni (è più probabile che vengano riviste al rialzo le stime), parlano di 40 milioni di iPad commercializzati nel 2012, almeno per il momento. E con numeri del genere, lo spazio vitale per la concorrenza è addirittura claustrofobico, figuriamoci poi se la concorrenza in questione immette pure sul mercato prodotti non finiti e pieni di bug. Ora che il Playbook è in circolazione, i maggiori siti di informazione tecnologica si sono affrettati a pubblicare delle recensioni non proprio lusinghiere: anzi, concordano tutte sull’immaturità del prodotto, sui suoi bug e sulle sue lacune.

Se da una parte è vero che c’è sempre tempo per migliorare, RIM deve rendersi conto che il Playbook era innovativo quando l’hanno progettato e presentato diversi mesi fa, solo che nel frattempo Apple ha proposto diversi aggiornamenti software e commercializzato la seconda generazione di iPad, che è più sottile, ha uno schermo più grande e uno store con 300.000 applicazioni. Per di più, il tablet di RIM non possiede calendari/mail/contatti integrati (incredibile ma vero, funzionano solo via Bluetooth in abbinamento col BlackBerry), niente connessione cellulare, niente videochat né Skype, niente GPS e neppure un’app per prendere appunti. Certo, il PlayBook sarà in grado di eseguire app per Android in una macchina virtuale, ma con quali prestazioni è tutto da vedere, senza contare che si tratta di software per Android 2.2 e non della versione per tablet Honeycomb.

A questo scenario tutt’altro che rassicurante, dobbiamo aggiungere i problemi di memoria e i casuali crash. A riguardo su Engadget si legge:

Quel che vediamo al momento è un framework con solide fondamenta ma che, per ora, è incompleto. Abbiamo un hardware grandioso tanto alla vista che al tatto ma che non è servito adeguatamente dal software. E, in ultima analisi, abbiamo un tablet che prova in tutti i modi a soddisfare l’enterprise ma che, nel farlo, sembra alienare gli utenti occasionali che magari desideravano solo un bel tablet da 7″.

Dal canto suo, RIM non si aspettava evidentemente questa doccia fredda; un portavoce della società, Jim Balsille, ha affermato che non considera ‘giuste’ (fair, in inglese) le critiche ricevute. Nella sua visione delle cose, i 60 milioni di utenti BlackBerry esistenti saranno felicissimi di acquistare questa estensione del loro telefono, e comunque un client mail integrato è in arrivo per l’estate, per cui -sembra sottintendere- non è accaduto nulla di grave. A parte il fatto che qui ormai già parliamo di iPad 3, si intende.

(Via melablog.)

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Color APP – la rete dei colori

imgres.jpegColor è un’applicazione mobile – al momento iOS e Android – che ribalta il concetto di relazione personale sui social network

Si passa dalle connessioni personali come in Facebook, a contatti che dipendono dalla prossimità geografica e dal tempo.

Se ad esempio vi trovate a un matrimonio già abbastanza ubriachi da perdere ogni freno inibitorio Color potrebbe rallegrare anche la più noiosa delle cerimonie purché attorno a voi ci sia qualche altro geek iPhone dotato. Tutte le foto scattate dalla medesima location possono essere racchiuse nello stesso contenitore e visualizzate da tutti i presenti anche se non si conoscono e non sono in nessun modo collegati attraverso questo o altri social network.

Pur essendo un concetto apparentemente semplice è allo stesso tempo anche decisamente rivoluzionario se osserviamo in profondità i confini delle connessioni e delle amicizie che vengono qui valicati in modo intelligente.

Quante volte ci rechiamo in un determinato luogo, quante volte interagiamo con determinate persone, in quali ore siamo presenti possono essere tutte variabili che modificano la rete di contatti e quindi la dinamica del grafo sociale del social network.

Per chiarirvi meglio le idee sul concetto di social network elastico vi consiglio la lettura dell’interessante presentazione di Paul Adams.

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